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Sappiamo che il colore del 2022 è il Pantone Very Peri, un blu-viola intenso che rappresenta la creatività e la voglia di ricominciare dopo la pandemia.
Per tutti coloro che sono ancora legati ai vari pregiudizi sul colore viola, c’è in alternativa una gamma di verdi molto in voga quest’anno, che va dal vivace colore dell’erba a quello intenso e un po’ cupo del bosco.
Qualcuno potrà però dire che il verde è un colore poco richiesto, nonostante sia tornato alla ribalta ultimamente, quindi: se il viola “porta sfortuna” e il verde è “difficile da abbinare”, cosa si può usare per fare tendenza?

 

L’alternativa universale che si sposa con ogni colore: il Glitter

Finitura molto di moda già dall’anno scorso, sta vedendo la sua massima esplosione quest’anno, il 2022, l’anno della rinascita: lo scintillio è dappertutto e si sperimentano effetti sempre più intensi.
Ma conosci la storia del glitter?

 

Glitter: dalle origini ai giorni nostri

Non ci crederai, ma le sue origini sono molto antiche: risale addirittura a 2,6 milioni di anni fa, quando nelle pitture rupestri veniva utilizzata la mica, una polvere scintillante ricavata dalla pietra.
Anche i Maya utilizzavano la mica per dipingersi il corpo e il volto per rituali particolarmente importanti.
Nell’epoca Tudor, i nobili adornavano i loro abiti con fili d’argento e d’oro, mentre le classi sociali inferiori si accontentavano del peltro.
Negli anni ’20, gli abiti femminili venivano abbelliti con elementi che conferissero più luce possibile, ad esempio perline e paillettes.

Negli anni ’70, il glitter spopolò nella comunità LGBTQ+ newyorkese, in reazione a ingiustizie e discriminazioni perpetuate anche da parte della legge stessa. Un periodo vergognoso (ma da non dimenticare), durante il quale la sessualità ritenuta “anormale” veniva considerata addirittura una malattia. La comunità decise quindi di combattere e cercare un altro simbolo per reagire ed emergere, oltre alla bandiera arcobaleno che tutti conosciamo. “Glitra” dall’antico norvegese, significa “brillare”, “scintillare”: da qui, la scelta del glitter.
Questa polvere nasce da particelle di scarto e anche per questo motivo, in un periodo così buio e all’insegna dell’ignoranza, si carica di un significato più profondo: la comunità LGBTQ+ era vista da tutti come spazzatura e il glitter ricorda che anche ciò che viene considerato scarto può scintillare, nonostante tutto.
Basta solo un po’ di luce.

Verso gli anni ’80, Chanel illumina le passerelle proponendo abiti molto luminosi e Versace era attentissimo a dare una luce particolare a ogni sua creazione.
Negli anni 2000, il glitter torna ad essere un elemento distintivo nel make-up: un ritorno che si è evoluto in un MUST, esplodendo in tutta la sua forza e potenza di luce.
Oggi, più di vent’anni dopo, questa polvere luminosa non è mai abbastanza. Che sia nel make-up o nella Nail Art, dona un dettaglio luminoso, così vitale e particolare, che a volte riesce persino a far prendere una piega del tutto nuova a una giornata storta.
Infine, oggi non si pensa più che sia un elemento dedicato esclusivamente al Natale: il glitter è sempre concesso.

I glitter non sono mai troppi, non sarebbe poi così strano ritrovarseli anche la mattina nel caffè, al posto dello zucchero!

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